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Android Server

smartphone-server

Che i moderni smatphone siano dei veri e proprio computer è cosa appurata, ma non tutti sanno che con poca fatica è possibile trasformare il proprio cellulare in un vero e proprio server!

Giusto per avere un parametro di riferimento: la potenza del mio vecchio Motorola Cliq del 2010 sembra essere di 527.68 BogoMIPS, ciò lo renderebbe equiparabile all’incirca ad un Pentium III 500 del 2000.
Tutto sommato sembrerebbe una discreta macchina per un serverino casalingo dal minimo ingombro ed a bassissimo consumo!

Requisiti

  • Smartphone o tablet con Android con permessi di root (per ogni modello bisogna seguire una procedura specifica per attivare tali permessi, ma ATTENZIONE perché nella maggior parte dei casi tali modifiche invalidano la garanzia)
  • Un emulatore di terminale (es. ConnectBot)
  • L’applicazione Debian Kit
  • Link della guida ufficiale del Debian Kit (English only)

Howto

  • Installare l’applicazione Debian Kit o scaricare direttamente il più recente file debian-kit-*.shar in una qualsiasi directory non di sistema (es. /sdcard/Download/)
  • Aprire un terminale, loggarsi come root ed eseguire il file appena scaricato:
    # su
    # cd /sdcard/Download/
    # sh /sdcard/download/debian-kit-1-5.shar
  • Seguire le istruzioni dell’installer
  • Digitare “deb” da una console per fare avviare il sistema Debian appena installato

Adesso possiamo utilizzare il classico apt-get install per aggiungere nuovi programmi (mysql, lighttpd, ftpd, etc…).

Per prima cosa consiglio caldamente di installare il metapacchetto ssh contenente (openssh client e server) così da poter utilizzare una normale tastiera di un PC per loggarsi sulla shell dello smartphone.

# apt-get install ssh

Per bypassare l’assenza della password di root e loggarsi sull’smartphone si può effettuare il login tramite chiave pubblica copiando la propria id_dsa.pub nell’authorized_keys del telefono.

Es.: (dal terminale del cellulare)
# ssh-keygen
# cd .ssh/
# sftp user@hostname_PC
get .ssh/id_dsa.pub
bye
# mv id_dsa.pub'authorized_keys

Linux Terminal Server

x2goDato che una delle principali occupazioni del GOLEM riguarda il trashware non è infrequente che ci vengano chieste delucidazioni su come recuperare laboratori di informatica utilizzando soluzioni centralizzate es. attraverso Terminal Server e Thin Client. Tradotto per i non anglofoni suona come qualcosa di questo genere: un serverone centrale al quale si possono connettere dei terminali “stupidi” (cioè vecchi PC poco potenti) al fine di sfruttarne la potenza di calcolo.

È  possibile optare per diverse soluzioni tecniche

  • Linux Terminal Server Projects: soluzione classica, funzionante, ma un po’ complicata da realizzare.
  • NoMachine NX:  alternativa al più lento VNC, permette di collegarsi tramite ssh ad qualsiasi computer connesso in rete.
  • X2Go: un’evoluzione del precedente progetto.

In questi giorni mi sono proposto di analizzare e testare sulle mie macchine X2Go, rispetto alle precedenti l’ho trovata estremamente più semplice (praticamente alla portata di chiunque) e di rapida realizzazione.

Lato server

Installare x2goserver

Arch Linux
Il pacchetto è già presente nei repository ufficiali per cui è sufficiente installarlo, creare il database ed avviare il demone
# pacman -Syu && pacman -S x2goserver && x2godbadmin --createdb
# systemctl enable x2goserver.service ; systemctl start x2goserver.service

Debian
Occorre aggiungere manualmente il repository prima di installare il pacchetto
# apt-key adv --recv-keys --keyserver keys.gnupg.net E1F958385BFE2B6E
# echo "deb http://packages.x2go.org/debian squeeze main" >> /etc/apt/sources.list
# apt-get update && apt-get install x2go-keyring && apt-get update

Adesso sarà possibile effettuare l’installazione
# apt-get install x2goserver

NB: sul server è necessario che sia attivo anche il demone ssh

Lato client

Installare x2goclient

Arch Linux
# pacman -Syu && pacman -S x2goclient

Debian
Se il repository è già stato configurato basta installare il pacchetto client
# apt-get install x2goclient

Cliccando su Programmi -> Internet -> X2Go sarà adesso possibile effettuare il login su qualsiasi server nel quale sia configurati i servizi ssh ed x2goserver.

NB: utilizzando pulseaudio funzionano anche l’audio!

Spunti di utilizzo
Realizzare (es. con remastersys) un livecd o una penna usb avviabile per usare X2Go anche su computer senza disco fisso o addirittura rendere disponibile l’iso del livecd per il boot da rete tramite PXE (prendendo esempio da questa guida).

Installazione con PXE

netboot

In officina capita spesso di dover effettuare installazioni dell’ultimo minuto. Normalmente, ammesso che si riesca a rintracciare l’ISO giusta sulla workstation, il PC col masterizzatore è sempre occupato da qualcuno che sta facendo qualcosa di importantissimo (es. cercare su Google il numero di tel. del ristorante dove organizzare la prossima cena del GOLEM :-P), ovviamente è impensabile trovare nei paraggi qualche penna USB funzionante e sacrificabile per tale scopo.

Ecco come il PXE, permettendoci di effettuare il boot di un PC direttamente da rete (invece che da CD-ROM o USB come faremmo normalmente), può venirci in soccorso.

Non occorre nemmeno che il BIOS del computer in questione supporti il boot da rete perché scaricando un apposito floppy qualsiasi PC può acquisire questa capacità, si possono addirittura effettuare boot da reti WIFI protette con WPA o WEP.

Per i dettagli sulla configurazione del server di boot si rimanda al WIKI.

Nuovo gateway con apt-cacher

Per alleggerire il carico della già precaria connessione ad Internet del GOLEM martedì scorso è staro ripristinato l’apt-cacher sul server rack. Vista l’opportunità abbiamo colto l’occasione per formattare il server, sostituire il disco con uno più grande (160 Gb) ed installare la nuova Debian wheezy.

Struttura della rete:

  •  Router Wifi/3G: si connette alla rete tramite Wifi o 3G.
  • Gateway (gw): accede ad Internet attraverso l’interfaccia eth0 con la quale si collega al router che gli assegna automaticamente un IP tramite dhcpd. Con uno switch collegato alla eth1 (rete interna) condivide, a sua volta, la connessione con tutti i PC dell’officina ai quali fornisce un indirizzo IP tramite un proprio dhcpd in ascolto sulla eth1.

Servizi installati sul gw: isc-dhcp-server, squid, apt-cacher-ng ed iptables.

Funzionamento: quando un computer Debian/Ubuntu si connette alla rete tramite il gw ed installa qualche pacchetto .deb il gw tiene in memoria il pacchetto così se un altro computer dovesse richiederlo non sarà necessario riscaricarlo da Internet, ma potrà essere scaricato dalla rete locale. Tutto questo avviene in modalità assolutamente trasparente e senza bisogno di configurare alcunché sui client.

Per i dettagli sulla configurazione si rimanda al wiki

 

Carta Nazionale dei Servizi e Firma Digitale

Tessera SanitariaLa Regione Toscana ha da poco fatto recapitare ai cittadini le nuove tessere sanitarie dotate di microchip crittografico. Non tutti sanno che è una Carta Nazionale dei Servizi e che può essere utilizzata per accedere anche a molti altri servizi online della Pubblica Amministrazione (Agenzia Entrate, Camera di Commercio…). Con questo articolo abbiamo provato a spiegare come si possa sfruttare questa potenzialità utilizzando Linux e Software Libero.